Calano frodi di carte di pagamento

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5 agosto 2012 di Stefano Melia


In Italia carte di credito e bancomat sono sempre più sicuri: le frodi calano di oltre il 10 per cento, e il tasso totale di imbrogli risulta molto basso, pari allo 0,02 per cento, inferiore anche allo 0,06 per cento della Gran Bretagna e della Francia. Così gli ultimi dati sulle carte elettroniche, diffusi dal ministero del Tesoro

Diminuisce nel 2011 in Italia il tasso di incidenza delle frodi sulle carte di pagamento: in valori assoluti lo scorso anno si sono registrate 284.339 “transazioni non riconosciute” per quasi 52 milioni di euro contro le 319.818 registrate nel 2010 corrispondenti a circa 60 milioni di euro, con una riduzione su base annua del livello assoluto del valore delle operazioni di circa il 12%.
Lo rende noto l’annuale ‘Rapporto statistico sulle frodi con le carte di pagamento’ elaborato dal Dipartimento del Tesoro secondo cui nel 2011 pagare con bancomat, carte di credito e carte prepagate in Italia sta diventando sempre più sicuro.
Le cifre indicate, secondo il Tesoro, sono “importanti ma risultano essere molto al di sotto dei valori riscontrati in altri Paesi europei”. Il tasso di frode per l’Italia nel 2011 (valore del frodato sul totale delle transazioni effettuate) risulta pari a 0,0196% (in diminuzione, rispetto al tasso del 2010, del 13,6%), molto inferiore a quello di Regno Unito (0,061%), Francia (0,061%) e Australia (0,051%).
Anche rispetto al numero delle transazioni il fenomeno risulta in calo. La frequenza di operazioni non riconosciute nel 2011 sul totale delle transazioni effettuate è pari allo 0,0121%, circa il 14% in meno sul 2010.
“L’Italia è ancora il popolo del bancomat che usa la carta più per prelevare contante che come normale mezzo di pagamento alternativo al contante. Eppure in Italia l’utilizzo della carta risulta più sicuro che in altri Paesi”, commenta Giuseppe Maresca, direttore per la prevenzione dei reati finanziari presso il Dipartimento del Tesoro.
Dal confronto con altri Paesi emerge come, a parità di transazioni, la Francia e la Gran Bretagna, ad esempio, subiscano più del doppio delle perdite rispetto all’Italia, con un’altra grande differenza: nel nostro paese le frodi più numerose riguardano transazioni con l’estero, mentre in questi Paesi il fenomeno appare più nazionale.
All’interno del canale internet, è in particolare nelle transazioni con l’estero che il fenomeno delle frodi cresce maggiormente nel 2011, soprattutto in relazione alla categoria merceologica delle “Leisure activities” e con una forte concentrazione nella sotto-categoria del “Betting/Casino Gambling”, in pratica i siti esteri di gioco e scommesse online. Circa le modalità attraverso le quali la frode viene perpetrata, il Rapporto mostra, anche nel 2011, una netta prevalenza della contraffazione (clonazione) rispetto alle altre casistiche come l’utilizzo fraudolento del codice, lo smarrimento o furto della carta. Negli altri Paesi invece, dove i pagamenti online su Internet sono più diffusi, la modalità di frode più comune è appunto collegata a questo mezzo.

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