Veneto Banca dichiara 246 esuberi

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18 agosto 2012 di Stefano Melia


Ma le riorganizzazioni non riguardano solo UniCredit. Anche nel gruppo Veneto Banca arrivano gli esuberi. In una comunicazione ai sindacati del 2 luglio, l’azienda di Montebelluna (Treviso) ha dichiarato di voler procedere a una razionalizzazione dei costi per recuperare la redditività. Un progetto che, secondo l’azienda, è dovuto sia all’aumento delle sofferenze che al peggioramento della redditività. Problemi che però stridono con i dati della semestrale 2012, che si chiude con un utile netto ha toccato quota 140 milioni, in linea con i budget. Il risultato sono 246 eccedenze di personale, distribuite nelle tre Direzioni Centrali delle tre banche rete, nelle 3 Direzioni Territoriali di Veneto Banca e anche nella rete commerciale, soprattutto nelle filiali non performing, il cui risultato cioè è inferiore alle previsioni, con la possibile chiusura di alcune di esse.
Il contrasto con le attese del piano industriale 2010/13
L’ultimo piano industriale per il biennio 2010-13 era di tono completamente diverso dalle ultime richieste aziendali. Il progetto prevedeva l’apertura di 118 nuovi sportelli e circa 300 nuove assunzioni, che sinora sono state effettuate solo in minima parte. Proprio sulla base di queste indicazioni il 17 novembre 2010, la Fabi e gli altri sindacati del gruppo. avevano firmato un piano straordinario per lo sviluppo e per l’occupazione.
Dura le reazione dei sindacati: per la Fabi “non ci sono giustificazioni”
Il primo incontro tra le parti per discutere il piano di ristrutturazione è stato fissato il 25 luglio. In vista dell’appuntamento, la Fabi, primo sindacato nazionale del settore del credito, ha già manifestato chiaramente la propria perplessità sul progetto: «Il numero di esuberi dichiarato dall’azienda non trova alcuna giustificazione logico-organizzativa», sostiene Giuseppe Algeri, coordinatore Fabi in Veneto Banca, «gli organici della rete sono infatti sotto-dimensionati e i lavoratori si trovano quotidianamente a dover lavorare in condizioni difficilmente sostenibili. Al tavolo delle trattative, oltre a chiedere una verifica del numero di eccedenze di personale dichiarato, a nostro avviso spropositato, ci batteremo affinché le uscite concordate avvengano soltanto su base volontaria e incentivata in cambio di nuove assunzioni, sfruttando le previsioni del nuovo contratto nazionale, che con il fondo per la nuova occupazione, consente alle banche di assumere giovani a condizioni economiche agevolate. Per questo invitiamo fin d’ora il top management della banca a versare, come da accordi, il 4% del proprio stipendio per finanziare il Fondo di solidarietà di settore e la nuova occupazione, elemento che potrà rappresentare sicura garanzia di rilancio per Veneto Banca», conclude Algeri.

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