Visco chiede governi migliori per le banche minori stipendi e più donne nei consigli

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26 settembre 2012 di Stefano Melia


Un sistema che ha tenuto durante la crisi, ma che al suo interno deve compiere molti progressi. Gli stipendi di alcuni banchieri sono ancora troppo elevati e dovrebbe aumentare la presenza femminile all’interno dei consigli di amministrazione. “Il sistema bancario italiano ha compiuto indubbiamente progressi sui profili di governance, ma “ci aspettiamo che ulteriori passi in avanti vengano fatti. Non mancano aree sulle quali sono necessari sforzi aggiuntivi”, ha dichiarato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, aprendo il convegno “Il governo societario e la sana e prudente gestione delle banche”.

“I punti di forza del nostro sistema bancario ci hanno consentito di fronteggiare questo prolungato periodo di difficoltà dell’economia e dei mercati finanziari”. “Ci aspettiamo – ha sottolineato il governatore – che ulteriori passi avanti vengano fatti. Non mancano aree sulle quali sono necessari sforzi aggiuntivi”. Alcuni aspetti problematici della governance sono gli stipendi e bonus dei vertici “non coerenti con l’attuale” crisi o “i costi connessi con assetti di governo pletorici e eccessivamente articolati”. I cda delle banche italiane devono anche aumentare “la presenza femminile”. Secondo Visco, nei cda “più in generale” va accresciuta “la diversità nelle sue molteplici accezioni (età, tipo di esperienza, proiezione internazionale)”. La “capacità di prevenire o quanto meno attutire i contraccolpi” della crisi “è stata maggiore laddove il board ha saputo mantenere il controllo dei rischi e dimostrato autorevolezza e trasparenza”.

“L’importanza del board e degli altri organi aziendali è cresciuta nel tempo per l’esigenza di governare la maggiore complessità operativa in un contesto esterno in continua evoluzione e per la necessità di gestire relazioni sempre più articolate con i diversi stakeholders (clienti, azionisti, investitori, risparmiatori, etc.). Gli insegnamenti della crisi confermano questo assunto. Non c’è dubbio che “la capacità di governo della banca è importante almeno quanto la disponibilità di capitale”.”Ma mentre le regole che riguardano il patrimonio sono dettagliate, oggettive e quindi meno dipendenti dal soggetto che le deve applicare, quelle sulla governance sono per principi, seguono criteri di proporzionalità, lasciano spazio a interpretazione e adattamento” prosegue il governatore. “Per questo motivo bisogna intendersi sui contenuti delle regole, confrontarsi sulle soluzioni adottate, far emergere con chiarezza i problemi e le aree di miglioramento. La qualità della governance non può essere valutata solo sulla base del disegno formale della struttura (l’organigramma, lo statuto, i regolamenti interni …): Al di là del modello teorico contano i comportamenti, il modo in cui le persone interagiscono tra loro, i valori che esse esprimono”, osserva Visco.

“Si stanno compiendo scelte importanti e si prospettano cambiamenti significativi nell’assetto della Vigilanza in Europa, scelte e cambiamenti che riteniamo utili per il futuro del sistema bancario europeo e della stessa unione monetaria”. “Nel confronto in corso nelle sedi internazionali – prosegue il numero uno di Palazzo Koch – portiamo i valori a cui la Vigilanza in Italia si è sempre ispirata: indipendenza; competenza; rigore; analisi attenta, ‘laboriosa’, delle situazioni delle singole banche e del sistema complessivo; confronto, nel rispetto dei ruoli, con i vari interlocutori. É uno stile di Vigilanza che nel tempo ha mostrato la sua validità”. Anche negli anni in cui “l’attenzione a livello internazionale era prevalentemente concentrata sui presidi quantitativi (patrimonio e rischi), su quelli organizzativi l’azione della Banca d’Italia non si è affievolita – ha aggiunto il Governatore -. Siamo infatti convinti che la governance sia fondamentale per la stabilità delle banche, per l’efficienza della loro funzione allocativa, per preservare la fiducia dei risparmiatori”.

Saccomanni. Confrontare i sistemi di remunerazione delle banche italiane con quelli presenti nei paesi partner europei. E’ una valutazione che sta per avviare la Banca d’Italia. Lo rivela il direttore generale, Fabrizio Saccomanni. “Stiamo predisponendo una comunicazione al sistema per chiedere la trasmissione alla Banca d’Italia di dati sui sistemi di remunerazione secondo criteri armonizzati che consentiranno un confronto omogeneo in ambito Ue. Saccomanni interviene al convegno organizzato da via nazionale sul tema della governance del sistema creditizio.

E’ necessario inoltre dare un ruolo “più incisivo ai consiglieri indipendenti” delle banche in tutti i casi in cui un consiglio deve valutare in presenza di “interessi in consiglio”. Gli indipendenti “devono valutare la correttezza dei processi decisionali; quando ci sono interessi in conflitto il loro parere diventa centrale”. Un’altra indicazione alle banche su come interpretare la governance viene dal capo della vigilanza di Via Nazionale, Federico Signorini: “se un consigliere si trova di fronte a una delibera palesemente irrazionale o per lui incomprensibile fa meglio a far registrare il proprio dissenso”. Affermazione che viene sottolineata nel corso del convegno organizzato in banca d’italia sull’argomento governance bancaria da Piergaetano Marchetti: “in questo modo di fronte a un’azione di responsabilità il consigliere che ha motivato il dissenso se la può cavare”.

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