Unicredit e Confidi Imprese Toscane insieme per lo sviluppo delle imprese

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25 ottobre 2012 di Stefano Melia


Unicredit e Confidi Imprese Toscana hanno firmato ieri un accordo per facilitare l’accesso al credito e ai servizi bancari messi a disposizione dall’istituto di credito per le imprese aderenti al Confidi. L’intesa siglata permetterà agli associati di usufruire di un plafond di 30 milioni di euro finalizzato alla gestione del credito di esercizio, per incentivare la ripresa del ciclo produttivo e stimolare gli investimenti in ricerca e innovazione. Confidi Toscana rilascerà garanzia fino al 50% dell’erogato “a prima richiesta”, senza che da cio derivi un aumento dei costi per le imprese associate.

“L’accordo siglato con Confidi Toscana – ha spiegato Stefano Giorgini, direttore del network famiglie e imprese di Toscana, Umbria e Marche – è finalizzato a sostenere le medie imprese in tutte le fasi del percorso economico e aziendale, sia mettendo a disposizione dell’imprenditoria maggiore liquidità, risorsa oggi quanto mai preziosa, sia grazie a soluzioni che vanno ad affrontare le esigenze di finanziamento del ciclo produttivo, particolarmente sentite dagli imprenditori in questa fase congiunturale dell’economia. Con questo accordo – ha concluso Stefano Giorgini – ci auguriamo di poter dare un contributo importante a quelle aziende “sane” che stanno affrontando questo difficile momento di crisi economica con la voglia e volontà di rilanciarsi”.

“Confidiamo nella rinnovata partnership con Unicredit per dare una pronta e forte risposta alle esigenze di credito delle aziende da noi rappresentate, le piccole e medie imprese che costituiscono la ricchezza diffusa del tessuto economico italiano”,  ha aggiunto Franco Bernardini, presidente del Confidi. “Il rapporto banca-impresa oggi più che mai deve ripartire da veri accordi di territorio, funzionali a valutazioni del merito di credito che partano dai dati ‘fondanti’ di un’impresa, che prescindano anche dai dati quantitativi, non sempre positivi degli ultimi due o tre esercizi, ma anche e soprattutto qualitativi, intangibili e progettuali”.

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