Leasing in difficoltà, un quarto dei contratti rispetto ai tempi d’oro

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29 ottobre 2012 di Stefano Melia


Da che mondo è mondo gli artigiani triumplini sono sempre stati grandi appassionati di automobili di lusso. Non appena l’ultimo modello di Porsche veniva presentato, da Lumezzane a Gardone partiva la gara per aggiudicarsi una prenotazione. Bei tempi, direbbe qualcuno, ma oggi il vento è cambiato e invece dell’X6 della Bmw ci si accontenta (si fa per dire) del Suv della Ford. Ne sanno qualcosa Loriano Gianbarda e Andrea Zanardelli, titolari della Win Centro Imprese di Villa Carcina. Situati alle pendici della Valtrompia, per qualche tempo hanno intercettato la «voglia di leasing auto» di artigiani e proprietari d’azienda.

 

«A partire dal 2008 c’è stato un regolare declino del mercato auto ma nell’ultimo anno abbiamo registrato una vera e propria battuta d’arresto» afferma Zanardelli. «È diminuita la richiesta — precisa — ma soprattutto è diminuita l’accessibilità al credito». Lo stop alla corsa alle super car si è tradotto per la Win Centro Imprese in una diminuzione del 70-80% dei contratti di finanziamento. «Oltre alla mancanza di liquidità, che è il fattore macroscopico che ha innescato le difficoltà del settore, a incidere parecchio è stata senz’altro anche l’evoluzione, in peggio, del trattamento fiscale negli ultimi anni — rileva Gianbarda, ex dirigente di Fineco Leasing — Si è smesso di favorire lo strumento finanziario del leasing; prima chi lo faceva era favorito a livello fiscale».

Allo stato attuale è presente anche una dilatazione dei tempi minimi di finanziamento. Se qualche anno fa la media era quella dei 24-36 mesi, oggi è invece di 48-60 mesi. «Questo non ha solo aggravato la situazione in termini di interessi ma tempi così lunghi significano maggiore rischio per le banche con carenza di liquidità» sottolinea Gianbarda. Sempre restando in tema finanziamenti, il settore che ha sofferto di più in quando a tempistiche è quello immobiliare: dagli otto anni si è passati a un minimo di 18.

Ad aggravare un panorama già carico di difficoltà il nuovo modus operandi degli istituti di credito nei confronti di quei clienti che sul proprio curriculum finanziario hanno qualche macchia. «Oggi uno sconfino o il ritardo, anche di solo pochi giorni, nel pagamento di una rata del leasing sono causa del rifiuto di una pratica. Un tempo le banche in questo erano molto più flessibili». Una catastrofe annunciata che i due soci hanno potuto tamponare dirottando la propria attività, prima specializzata sui prodotti principali del settore leasing, quali auto, beni strumentali e immobili, alla consulenza aziendale e alla ristrutturazione del debito. A giocare a loro favore anche il fatto che, non avendo dipendenti e possedendo un immobile di proprietà, hanno potuto tenere i costi bassi. Cosa che non capita certo per le società maggiormente strutturate. «La crisi del mercato non ha risparmiato nessuno — conclude Zanardelli — Basti pensare che nell’agenzia in cui lavoravo prima si facevano nel 2006 oltre 300 contratti al mese. Oggi ne fanno 15».

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