In discussione al senato il problema della doppia iscrizione per i promotori finanziari

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16 novembre 2012 di Stefano Melia


Legislatura 16ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 836 del 15/11/2012
(Bozze non corrette redatte in corso di seduta)

…………………..

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 3270, 1329 e 1464

………………….

Passiamo all’esame dell’articolo 6, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
LEDDI (PD). Signora Presidente, con l’emendamento 6.302, a mia prima firma, intendo richiamare l’attenzione su un problema specifico, in relazione al quale vorrei esprimere una preoccupazione che riguarda l’intero disegno di legge al nostro esame.
La mia preoccupazione è che questo disegno di legge non vada esattamente nella direzione della semplificazione e della sburocratizzazione, che sembrerebbero essere il denominatore comune teorico di tutti noi, salvo poi verificare nei fatti che l’unico vero denominatore comune è la mancata applicazione della semplificazione e della sburocratizzazione negli atti che ci accingiamo ad approvare.
L’impressione è che quotidianamente noi sciogliamo lacci e lacciuoli nel mondo della burocrazia oppressiva ed usiamo poi, in base al principio per cui non si spreca nulla, gli stessi lacci e lacciuoli per costruire altri nodi, come mi pare stiamo facendo.
Nel caso di specie, con questo emendamento io richiamo un fatto particolare. Mi riferisco alla questione, assai nota in 6a Commissione – che sull’argomento ha già espresso un parere unanime – dei promotori finanziari e della loro iscrizione ad albi-organismi.
Nel nostro Paese abbiamo 30.000 promotori finanziari, professione delicata, organizzata e controllata. Di questi 30.000 promotori, 22.000, già iscritti all’albo, hanno l’obbligo di iscrizione ad un ulteriore nuovo organismo, cui devono accedere anche con esame di ammissione. Dal 2007, poi, sono sottoposti ad una terza registrazione presso un altro organismo, il RUI (Registro unico degli intermediari), con un ulteriore onere. Abbiamo quindi 30.000 persone che per esercitare una professione, volendo essere regolamentate e vigilate, hanno l’obbligo di iscrizione a tre organismi diversi, con tre Autorità di vigilanza: parliamo di professionisti che chiedono di poter svolgere la loro professione come chiunque altro, avendo possibilmente un solo soggetto di controllo, un solo albo di riferimento ed un solo onere conseguente a tutto questo.
Credo che una cosa buona da fare con questo provvedimento – che ha, a mio avviso, i limiti che garbatamente ho provato a sottolineare – potrebbe essere quella di provare a risolvere questa situazione. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Invito la relatrice ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
FIORONI, relatrice. Signora Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 6.300 e 6.301.
Quanto all’emendamento 6.302, vorrei invitare la presentatrice, senatrice Leddi, a ritirarlo o a trasformarlo eventualmente in un ordine del giorno, perché la problematica comunque esiste ed è sentita anche per tante altre professioni, per cui ritengo che se ne possa parlare in una sede differente. Diversamente, il parere sarà contrario, così come sugli emendamenti 6.303, 6.304 e 6.305.
MALASCHINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, il Governo esprime un parere conforme all’avviso del relatore e concorda anche sull’invito a trasformare l’emendamento 6.302 in un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Metto ai voti l’emendamento 6.300, presentato dai senatori Castro e Sacconi.
Non è approvato.
Metto ai voti l’emendamento 6.301, presentato dai senatori Castro e Sacconi.
Non è approvato.
La relatrice ha proposto di ritirare l’emendamento 6.302 o di trasformarlo in ordine del giorno. Cosa intende fare, senatrice Leddi?
LEDDI (PD). Signora Presidente, sono assolutamente contraria al ritiro, mentre sono disponibile ad esaminare la trasformazione in ordine del giorno, però con una sottolineatura molto chiara: ho ormai la consapevolezza – è fine legislatura – che gli ordini del giorno servano a “far vedere”, mentre credo abbiamo bisogno di “fare” più che di “far vedere”. (Applausi dei senatori Musso, Mancuso e Contini).
Su questa materia è stato espresso un parere esplicito ed unanime della 6a Commissione all’atto dell’esame del relativo decreto legislativo, che è stato totalmente disatteso dal Governo. Benissimo: trasformo l’emendamento in un ordine del giorno, invitando però la Presidenza a monitorare che l’impegno preso ­ un ordine del giorno è, appunto, un impegno a fare ­ e le indicazioni in esso contenute non siano più disattesi. Quindi, se viene accolto l’ordine del giorno, chiedo che ci sia l’impegno a porre in essere gli atti conseguenti. (Applausi dei senatori Musso, Mancuso e Contini).
GERMONTANI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GERMONTANI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signora Presidente, vorrei aggiungere la firma di tutto il Gruppo ApI:FLI all’ordine del giorno G6.302 della senatrice Leddi. Come componenti della 6a Commissione abbiamo tutti seguito la questione: l’iscrizione ad un ulteriore albo dei mediatori finanziari comporta oneri che non sono assolutamente sostenibili da una categoria a cui appartengono migliaia di persone. È stato disatteso il parere della 6a Commissione del Senato, così come quello espresso nello stesso senso della VI Commissione della Camera. È stata anche presentata un’interrogazione, a prima firma del senatore Costa, poi sottoscritta da tutti noi, alla quale il Governo ha risposto con un’apertura.
Quindi, l’ordine del giorno che presentiamo chiede un impegno forte del Governo e mi auguro segua a quella piccola apertura del sottosegretario Ceriani.
SAIA (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAIA (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signora Presidente, mi spiace che la collega Leddi ritiri il suo emendamento perché la sua premessa era molto chiara. Mi sarei aspettato dal Governo un impegno maggiore, al di là di proporne la trasformazione in un ordine del giorno. Mi auguro che, a seguito dell’intervento della senatrice Leddi, il Sottosegretario replichi nuovamente, con l’assunzione di un impegno vero. È vero che siamo alla fine della legislatura, ma in questo settore si sono accumulati veramente pasticci su pasticci, che l’emendamento cercava di chiarire.
Sono anche un po’ stupito che non si possano sciogliere questi nodi, e quindi risolvere questo problema una volta per tutte. È comunque pur sempre un ordine del giorno al quale, calando la testa e con dispiacere, anche i senatori del Gruppo di Coesione Nazionale chiedono di aggiungere la propria firma.
COSTA (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COSTA (PdL). Signora Presidente, anch’io intendo aggiungere la mia firma a tale ordine del giorno, anche perché, così come ha detto la senatrice Germontani, ho presentato un’interrogazione sull’argomento. Lei, che è rispettosa delle istituzioni, voglia avere l’amabilità, con il piglio che la contraddistingue, di far sì che questo ordine del giorno venga considerato nelle sedi e con i modi dovuti e con la tempestività del caso. Non è possibile che la Commissione competente per materia, all’unanimità, decida di orientarsi in un certo modo sull’argomento, dopo aver svolto tante audizioni, aver ascoltato l’universo intero interessato alla questione e acquisito un parere sul quale puntualmente ci si è orientati, e poi il Governo ci venga a dire che la Banca d’Italia ha ravvisato l’utilità di non considerare questa opinione che, ripeto, è dell’universo intero che presta attenzione all’argomento.
Riserviamo affetto e rispetto alla Banca d’Italia, la cui opinione è certamente meritevole di attenzione, ma è troppo impersonale dire: «la Banca d’Italia». Si vada a verificare per quale motivo la Banca d’Italia, se è vero ciò che è stato riferito in Commissione per le vie brevi e informalmente, ha ravvisato l’utilità di disattendere l’opinione del mondo che ruota intorno ai promotori finanziari.
Non è possibile non tornare sull’argomento.
Sicché, signora Presidente, spero voglia considerare questo non uno dei tanti ordini del giorno che, così come ha detto la senatrice Leddi, andrà nel dimenticatoio. Ci sono 100.000 persone che aspettano e tutto il mondo finanziario che non riesce a capire perché il promotore finanziario iscritto in un albo debba necessariamente essere iscritto ad un altro solo perché rende una prestazione per la quale esiste un altro albo, che è quello dei mediatori. Quella dei promotori finanziari assorbe la funzione del mediatore. Chi sa cosa significa agente, mediatore, intermediario sa perfettamente che questi capricci non possono essere consentiti.
Solitamente, quando una persona è iscritta in un albo, gli è inibito di iscriversi in un altro. Non esiste in Italia la legislazione che consente l’iscrizione in due albi. Questo è proprio un comportamento capriccioso! (Applausi dai Gruppi PdL e CN:GS-SI-PID-IB-FI).
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Purtroppo, signora Presidente, la collega Leddi ha ritirato l’emendamento, negando all’Aula la possibilità di esprimersi al riguardo.
L’Aula si sarebbe pacificamente espressa con un voto favorevole a questo che è un emendamento di puro buon senso. Del resto, spesso la collega Leddi presenta emendamenti di puro buon senso.
Auspichiamo che il Governo e la relatrice possano cambiare idea perché, se tutti conveniamo sulla opportunità della misura, non si capisce perché dobbiamo fare la finta di trasformare l’emendamento in un ordine del giorno che, come tutti sappiamo, non serve a niente, quando potremmo intervenire una volta per tutte e risolvere la questione.
Speriamo quindi che il rappresentante del Governo e la relatrice possano cambiare idea al riguardo. Siamo ancora in tempo per sistemare la faccenda.
PRESIDENTE. Per riassumere, ricordo che la presentatrice ha accettato la richiesta di trasformare l’emendamento 6.302 in un ordine del giorno, con la richiesta rivolta alla Presidenza di monitorare in modo particolare gli atti conseguenti all’assunzione dell’impegno.
Con riferimento a questo ultimo punto, vorrei ricordare a lei, senatrice Leddi, e a tutti i senatori che, salvo nuove disposizioni, auspicabili, sia regolamentari che relative all’organizzazione, il Regolamento del Senato già prevede, all’articolo 46, commi 1 e 2, degli strumenti procedurali per eseguire tale monitoraggio.
LEDDI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEDDI (PD). Signora Presidente, come le è evidente, il problema sollevato trova un’ampia condivisione.
Prima di procedere con coerenza nel senso già indicato, vorrei sentire se la relazione, alla luce del dibattito che è stato svolto, ha cambiata opinione o se ritiene comunque di mantenere la richiesta di trasformazione dell’emendamento 6.302 in un ordine del giorno.
GHIGO (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GHIGO (PdL). Signora Presidente, come è emerso anche dalle varie posizioni assunte in Aula, il merito dell’emendamento, che, presumibilmente è stato a lungo discusso in seno alla Commissione finanze, riscuote un forte consenso.
Proprio per questo motivo ritengo sarebbe un errore approvarlo senza compiere un dovuto approfondimento, che personalmente non sono in grado di fare in questa sede. Ritengo, pertanto, che la trasformazione in ordine del giorno sia, per l’impianto generale del provvedimento in esame, la soluzione migliore.
Legislatura 16ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 836 del 15/11/2012
(Bozze non corrette redatte in corso di seduta)

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Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 3270, 1329 e 1464

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Passiamo all’esame dell’articolo 6, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.
LEDDI (PD). Signora Presidente, con l’emendamento 6.302, a mia prima firma, intendo richiamare l’attenzione su un problema specifico, in relazione al quale vorrei esprimere una preoccupazione che riguarda l’intero disegno di legge al nostro esame.
La mia preoccupazione è che questo disegno di legge non vada esattamente nella direzione della semplificazione e della sburocratizzazione, che sembrerebbero essere il denominatore comune teorico di tutti noi, salvo poi verificare nei fatti che l’unico vero denominatore comune è la mancata applicazione della semplificazione e della sburocratizzazione negli atti che ci accingiamo ad approvare.
L’impressione è che quotidianamente noi sciogliamo lacci e lacciuoli nel mondo della burocrazia oppressiva ed usiamo poi, in base al principio per cui non si spreca nulla, gli stessi lacci e lacciuoli per costruire altri nodi, come mi pare stiamo facendo.
Nel caso di specie, con questo emendamento io richiamo un fatto particolare. Mi riferisco alla questione, assai nota in 6a Commissione – che sull’argomento ha già espresso un parere unanime – dei promotori finanziari e della loro iscrizione ad albi-organismi.
Nel nostro Paese abbiamo 30.000 promotori finanziari, professione delicata, organizzata e controllata. Di questi 30.000 promotori, 22.000, già iscritti all’albo, hanno l’obbligo di iscrizione ad un ulteriore nuovo organismo, cui devono accedere anche con esame di ammissione. Dal 2007, poi, sono sottoposti ad una terza registrazione presso un altro organismo, il RUI (Registro unico degli intermediari), con un ulteriore onere. Abbiamo quindi 30.000 persone che per esercitare una professione, volendo essere regolamentate e vigilate, hanno l’obbligo di iscrizione a tre organismi diversi, con tre Autorità di vigilanza: parliamo di professionisti che chiedono di poter svolgere la loro professione come chiunque altro, avendo possibilmente un solo soggetto di controllo, un solo albo di riferimento ed un solo onere conseguente a tutto questo.
Credo che una cosa buona da fare con questo provvedimento – che ha, a mio avviso, i limiti che garbatamente ho provato a sottolineare – potrebbe essere quella di provare a risolvere questa situazione. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Invito la relatrice ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
FIORONI, relatrice. Signora Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 6.300 e 6.301.
Quanto all’emendamento 6.302, vorrei invitare la presentatrice, senatrice Leddi, a ritirarlo o a trasformarlo eventualmente in un ordine del giorno, perché la problematica comunque esiste ed è sentita anche per tante altre professioni, per cui ritengo che se ne possa parlare in una sede differente. Diversamente, il parere sarà contrario, così come sugli emendamenti 6.303, 6.304 e 6.305.
MALASCHINI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, il Governo esprime un parere conforme all’avviso del relatore e concorda anche sull’invito a trasformare l’emendamento 6.302 in un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Metto ai voti l’emendamento 6.300, presentato dai senatori Castro e Sacconi.
Non è approvato.
Metto ai voti l’emendamento 6.301, presentato dai senatori Castro e Sacconi.
Non è approvato.
La relatrice ha proposto di ritirare l’emendamento 6.302 o di trasformarlo in ordine del giorno. Cosa intende fare, senatrice Leddi?
LEDDI (PD). Signora Presidente, sono assolutamente contraria al ritiro, mentre sono disponibile ad esaminare la trasformazione in ordine del giorno, però con una sottolineatura molto chiara: ho ormai la consapevolezza – è fine legislatura – che gli ordini del giorno servano a “far vedere”, mentre credo abbiamo bisogno di “fare” più che di “far vedere”. (Applausi dei senatori Musso, Mancuso e Contini).
Su questa materia è stato espresso un parere esplicito ed unanime della 6a Commissione all’atto dell’esame del relativo decreto legislativo, che è stato totalmente disatteso dal Governo. Benissimo: trasformo l’emendamento in un ordine del giorno, invitando però la Presidenza a monitorare che l’impegno preso ­ un ordine del giorno è, appunto, un impegno a fare ­ e le indicazioni in esso contenute non siano più disattesi. Quindi, se viene accolto l’ordine del giorno, chiedo che ci sia l’impegno a porre in essere gli atti conseguenti. (Applausi dei senatori Musso, Mancuso e Contini).
GERMONTANI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GERMONTANI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signora Presidente, vorrei aggiungere la firma di tutto il Gruppo ApI:FLI all’ordine del giorno G6.302 della senatrice Leddi. Come componenti della 6a Commissione abbiamo tutti seguito la questione: l’iscrizione ad un ulteriore albo dei mediatori finanziari comporta oneri che non sono assolutamente sostenibili da una categoria a cui appartengono migliaia di persone. È stato disatteso il parere della 6a Commissione del Senato, così come quello espresso nello stesso senso della VI Commissione della Camera. È stata anche presentata un’interrogazione, a prima firma del senatore Costa, poi sottoscritta da tutti noi, alla quale il Governo ha risposto con un’apertura.
Quindi, l’ordine del giorno che presentiamo chiede un impegno forte del Governo e mi auguro segua a quella piccola apertura del sottosegretario Ceriani.
SAIA (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAIA (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signora Presidente, mi spiace che la collega Leddi ritiri il suo emendamento perché la sua premessa era molto chiara. Mi sarei aspettato dal Governo un impegno maggiore, al di là di proporne la trasformazione in un ordine del giorno. Mi auguro che, a seguito dell’intervento della senatrice Leddi, il Sottosegretario replichi nuovamente, con l’assunzione di un impegno vero. È vero che siamo alla fine della legislatura, ma in questo settore si sono accumulati veramente pasticci su pasticci, che l’emendamento cercava di chiarire.
Sono anche un po’ stupito che non si possano sciogliere questi nodi, e quindi risolvere questo problema una volta per tutte. È comunque pur sempre un ordine del giorno al quale, calando la testa e con dispiacere, anche i senatori del Gruppo di Coesione Nazionale chiedono di aggiungere la propria firma.
COSTA (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COSTA (PdL). Signora Presidente, anch’io intendo aggiungere la mia firma a tale ordine del giorno, anche perché, così come ha detto la senatrice Germontani, ho presentato un’interrogazione sull’argomento. Lei, che è rispettosa delle istituzioni, voglia avere l’amabilità, con il piglio che la contraddistingue, di far sì che questo ordine del giorno venga considerato nelle sedi e con i modi dovuti e con la tempestività del caso. Non è possibile che la Commissione competente per materia, all’unanimità, decida di orientarsi in un certo modo sull’argomento, dopo aver svolto tante audizioni, aver ascoltato l’universo intero interessato alla questione e acquisito un parere sul quale puntualmente ci si è orientati, e poi il Governo ci venga a dire che la Banca d’Italia ha ravvisato l’utilità di non considerare questa opinione che, ripeto, è dell’universo intero che presta attenzione all’argomento.
Riserviamo affetto e rispetto alla Banca d’Italia, la cui opinione è certamente meritevole di attenzione, ma è troppo impersonale dire: «la Banca d’Italia». Si vada a verificare per quale motivo la Banca d’Italia, se è vero ciò che è stato riferito in Commissione per le vie brevi e informalmente, ha ravvisato l’utilità di disattendere l’opinione del mondo che ruota intorno ai promotori finanziari.
Non è possibile non tornare sull’argomento.
Sicché, signora Presidente, spero voglia considerare questo non uno dei tanti ordini del giorno che, così come ha detto la senatrice Leddi, andrà nel dimenticatoio. Ci sono 100.000 persone che aspettano e tutto il mondo finanziario che non riesce a capire perché il promotore finanziario iscritto in un albo debba necessariamente essere iscritto ad un altro solo perché rende una prestazione per la quale esiste un altro albo, che è quello dei mediatori. Quella dei promotori finanziari assorbe la funzione del mediatore. Chi sa cosa significa agente, mediatore, intermediario sa perfettamente che questi capricci non possono essere consentiti.
Solitamente, quando una persona è iscritta in un albo, gli è inibito di iscriversi in un altro. Non esiste in Italia la legislazione che consente l’iscrizione in due albi. Questo è proprio un comportamento capriccioso! (Applausi dai Gruppi PdL e CN:GS-SI-PID-IB-FI).
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Purtroppo, signora Presidente, la collega Leddi ha ritirato l’emendamento, negando all’Aula la possibilità di esprimersi al riguardo.
L’Aula si sarebbe pacificamente espressa con un voto favorevole a questo che è un emendamento di puro buon senso. Del resto, spesso la collega Leddi presenta emendamenti di puro buon senso.
Auspichiamo che il Governo e la relatrice possano cambiare idea perché, se tutti conveniamo sulla opportunità della misura, non si capisce perché dobbiamo fare la finta di trasformare l’emendamento in un ordine del giorno che, come tutti sappiamo, non serve a niente, quando potremmo intervenire una volta per tutte e risolvere la questione.
Speriamo quindi che il rappresentante del Governo e la relatrice possano cambiare idea al riguardo. Siamo ancora in tempo per sistemare la faccenda.
PRESIDENTE. Per riassumere, ricordo che la presentatrice ha accettato la richiesta di trasformare l’emendamento 6.302 in un ordine del giorno, con la richiesta rivolta alla Presidenza di monitorare in modo particolare gli atti conseguenti all’assunzione dell’impegno.
Con riferimento a questo ultimo punto, vorrei ricordare a lei, senatrice Leddi, e a tutti i senatori che, salvo nuove disposizioni, auspicabili, sia regolamentari che relative all’organizzazione, il Regolamento del Senato già prevede, all’articolo 46, commi 1 e 2, degli strumenti procedurali per eseguire tale monitoraggio.
LEDDI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEDDI (PD). Signora Presidente, come le è evidente, il problema sollevato trova un’ampia condivisione.
Prima di procedere con coerenza nel senso già indicato, vorrei sentire se la relazione, alla luce del dibattito che è stato svolto, ha cambiata opinione o se ritiene comunque di mantenere la richiesta di trasformazione dell’emendamento 6.302 in un ordine del giorno.
GHIGO (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GHIGO (PdL). Signora Presidente, come è emerso anche dalle varie posizioni assunte in Aula, il merito dell’emendamento, che, presumibilmente è stato a lungo discusso in seno alla Commissione finanze, riscuote un forte consenso.
Proprio per questo motivo ritengo sarebbe un errore approvarlo senza compiere un dovuto approfondimento, che personalmente non sono in grado di fare in questa sede. Ritengo, pertanto, che la trasformazione in ordine del giorno sia, per l’impianto generale del provvedimento in esame, la soluzione migliore.
PRESIDENTE. Poiché è stato chiesto se la relatrice intende confermare il parere precedentemente espresso, invito la senatrice Fioroni a pronunziarsi al riguardo.
FIORONI, relatrice. Signora Presidente, confermo il parere espresso per il motivo che ho già illustrato nel momento in cui ho chiesto la trasformazione dell’emendamento in un ordine del giorno.
Comprendo la problematica, ma a me sembra che inserirla in questo disegno di legge possa pregiudicare l’organicità del provvedimento stesso, che ha una determinata finalità ed una determinata ratio.
SANGALLI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANGALLI (PD). Signora Presidente, invitiamo il nostro Gruppo a conformarsi al parere della relatrice e alle sue argomentazioni, dato che quello trattato è un tema di ipertrofia regolamentativa.
Il problema è che c’è una ipertrofia regolamentativa in un settore come questo, che tuttavia non aggravata dal disegno di legge che stiamo discutendo. È però un problema molto importante per i promotori finanziari che, tra l’altro, rappresentano un altro settore in espansione.
Quindi, l’ordine del giorno deve essere cogente e, in occasione di un prossimo disegno di legge penso che possa diventare un elemento di convergenza di consenso da parte di tutti. Pertanto, sosteniamo fortemente l’ordine del giorno in oggetto.
CURSI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CURSI (PdL). Signora Presidente, se non erro, in 10a Commissione stiamo esaminando alcuni emendamenti al testo del decreto-legge sulla crescita proprio in materia di promotori finanziari. In quella sede possiamo approfondire meglio questo argomento.
LANNUTTI (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LANNUTTI (IdV). Signora Presidente, chiedo intanto alla collega Leddi se accetta la mia firma all’emendamento 6.302, perché la 6a Commissione, cui appartengo, si è occupata di queste questioni e, a differenza del senatore Costa, che porta rispetto alla Banca d’Italia, il senatore Lannutti non porta rispetto a una Banca d’Italia chiaramente collusa con le banche. (Applausi del senatore Ramponi).
Signora Presidente, qui ho sentito dire tante cose. Finora non ho chiesto di intervenire anche per rispetto ai colleghi, perché ho visto che, anche con riferimento a questa norma, c’erano alcune proposte di buonsenso, ad esempio dei senatori Poretti e Perduca. Qui tutti si sono definiti esperti in “consumerismo”, ma non so se sappiano che cosa sia il consumerismo. Lei, signora Presidente, ha un minimo di dimestichezza in materia e anche chi parla ce l’ha, essendomi battuto per un trentina di anni a difendere i consumatori.
Chiedo pertanto di sottoscrivere l’emendamento 6.302 e che sia posto in votazione. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Ramponi).
PRESIDENTE. Colleghi, l’emendamento 6.302 è stato trasformato nell’ordine del giorno G6.302, di cui do lettura: «Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 3270, impegna il Governo ad affrontare e risolvere le problematiche di cui all’emendamento 6.302», a firma della senatrice Leddi e di tutti gli altri senatori che hanno dichiarato di volerlo sottoscrivere.
LEDDI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEDDI (PD). Signora Presidente, una delle ragioni per cui l’ordine del giorno può essere presentato, oltre alla garanzia di monitoraggio data dalla Presidenza, è quella rappresentata dal Presidente della 10ª Commissione.
Siccome sono qui per risolvere i problemi e non solo per parlarne, desidero precisare che la mia preoccupazione era che un voto contrario all’emendamento 6.302 potesse pregiudicare un passaggio successivo della norma. Diversamente, sono certa, o perlomeno vorrei essere certa, che se questo ordine del giorno, posto al voto con parere favorevole del Governo, venisse approvato, si tradurrebbe in un fatto legislativo nel provvedimento successivo. (Applausi della senatrice Incostante).
Chiedo quindi la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Leddi, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell’ordine del giorno G6.302, presentato dalla senatrice Leddi e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva all’unanimità. (v. Allegato B).
Questa mi sembra un’altra indicazione forte al Governo, affinché assuma un impegno vero in questo senso.(Applausi).

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