Promotori finanziari, il Senato si schiera per cancellare l’iscrizione al doppio albo

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22 novembre 2012 di Stefano Melia


Il Senato cerca la soluzione per cancellare la doppia iscrizione dei promotori finanziari agli albi professionali. A occuparsi della modifica della legge che obbliga i promotori, già iscritti a un proprio albo vigilato da Consob, a aderire anche al nuovo registro dei mediatori crediti (l’Oam), è stata la senatrice del Pd Maria Leddi, che ha presentato un emendamento per risolvere il problema. La questione del «doppio albo» da mesi ha suscitato le dure proteste dei professionisti del settore, obbligati non solo a pagare doppie tasse ma anche a rispondere a tre autorità di controllo, ovvero Consob, Banca d’Italia (che vigila sull’Oam) e, per alcuni versi, anche Isvap, l’istituto che vigila sulle assicurazioni. L’Anasf, l’associazione che rappresenta i promotori finanziari, nei giorni scorsi ha addirittura deciso di lanciare una petizione al presidente del Consiglio, Mario Monti, per modificare la legge e già ha raccolto più di 8 mila firme. Ora la questione è finita sui banchi del Senato. «Ho presentato un emendamento al disegno di legge sulle professioni non regolamentate che ha l’obiettivo di ridurre gli oneri burocratici e di superare l’assurdità di una normativa che assoggetta a un secondo registro una professione, quella dei promotori finanziari, che è già ampiamente regolata e vigilata», spiega Leddi. In Italia ci sono oggi circa 30 mila promotori e, secondo la legge attuale, 22 mila di essi sono soggetti a tre iscrizioni ad altrettanti albi. Una situazione che rischia di fare crescere i costi e triplicare gli adempimenti e contro la quale i promotori avevano già trovato il sostegno della commissione Finanze del Senato che, nell’ambito di un parere bipartisan sul decreto Crescita, si era dichiarata favorevole a una modifica della legge per tirare definitivamente fuori i promotori finanziari dall’Oam. Un parere che però il governo ha di fatto ignorato e ora la questione si è ripresentata in Aula, dove l’emendamento della senatrice Leddi è stato trasformato in un ordine del giorno che, dopo un vivacissimo dibattito, è stato approvato all’unanimità. Non solo. La presidenza del Senato con un iter insolito si è impegnata a monitorare l’esecuzione dell’ordine del giorno, che ha così ottenuto una corsia preferenziale. Il presidente della X commissione Industria, Sandro Cursi, si è poi impegnato a inserire l’emendamento presentato da Leddi nel decreto Crescita 2.0 in discussione in questi giorni. L’emendamento, firmato anche da Giorgio Costa (Pdl), Franco Cardiello (Pdl), Cosimo Gallo (Pdl) e Elio Lannutti (Idv), chiarisce in particolare che «non costituisce esercizio di agenzia in attività finanziaria la promozione e il collocamento di contratti relativi alla concessione dei finanziamenti o alla prestazione di servizi di pagamento da parte dei promotori finanziari iscritti all’albo». A questo punto, considerando che gli emendamenti dovrebbero essere discussi e votati entro questa settimana, anche la questione del doppio albo per i promotori dovrebbe essere vicina alla svolta finale.

 

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