Consob sulla fusione Unipol e Fonsai “Chiarire i criteri di valutazione”

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13 gennaio 2013 di Stefano Melia


Una trattativa serrata sul dividendo pre-fusione, ridotto da 250 a 150 milioni, una spiegazione sul perché si è aggiornato il precedente piano industriale – a partire dal fortissimo incremento delle riserve sinistri del gruppo Fonsai-Milano – e, infine, la comunicazione al mercato dei valori assoluti delle società coinvolte nella fusione. Un´informazione analitica, per tutti gli advisor coinvolti nel processo di valutazione e che in alcuni casi mostra una forchetta di valori piuttosto ampia.

Sono questi i punti principali dell´integrazione al Prospetto informativo nel processo di fusione tra Premafin, Fonsai, Milano – sempre che gli azionisti delle risparmio dicano sì – e Unipol assicurazioni. Un´integrazione chiesta dalla Consob, lo scorso 7 gennaio, e realizzata con documenti distinti da Bologna e dalle compagnie ex Ligresti.
La Consob ha voluto che fosse data la massima pubblicità al processo decisionale, che ha presentato qualche sorpresa: a partire proprio dal dividendo da 150 milioni spiegato con il miglioramento più marcato del patrimonio netto di Unipol e dunque con la necessità di ripristinare i valori iniziali ma su cui Mario Cattaneo, consulente Fonsai, aveva espresso qualche perplessità. La Consob deve essere stata colpita anche dalle affermazioni del consigliere indipendente Giampaolo Galli, che si è astenuto nel Comitato per le operazioni con parti correlate. Non a caso la Fonsai allega anche una dettagliata relazione del Collegio sindacale sui due punti in questione.
Altro tema trattato, la revisione del piano industriale inizialmente presentato al mercato, nel marzo scorso, che prevedeva maggiori riservazioni per 600 milioni nel bilancio consolidato Fonsai (ridotte a 500 in giugno) ed ora portate ad 800, più 100 sul fronte Unipol: una scelta che ha sorpreso, visti gli imponenti rafforzamenti delle riserve già fatti da Fonsai sui bilanci precedenti (e su cui sta indagando la procura di Torino).
Per quanto riguarda le valutazioni dei gruppi coinvolti, ad esempio Lazard, advisor di Unipol, usa tre metodi diversi, arrivando a conclusioni abbastanza dissimili tra loro mentre Gualtieri e associati – sempre per Unipol – usa quattro modelli diversi ma dà valori secchi, che nel caso del Dividend Discount model (Ddm) assegna a Unipol un valore di 2.079 milioni contro i 2.014 di Fonsai, i 970 di Milano e i 146 di Premafin (mentre negli altri modelli le differenze tra le compagnie sono più marcate). Gli advisor di Fonsai invece usano, tra gli altri modelli, quello dell´Embedded value: secondo Citi l´intervallo di valore con questo criterio per Unipol va da un minimo di 1.966 milioni ad un massimo di 2.203 mentre la stessa forchetta per Fonsai indica un minimo di 1.772 milioni e un massimo di 2.270 (per Milano la forchetta è pari a 993-1.002 milioni). Goldman, sempre per Fonsai, utilizza tra l´altro l´embedded value normalizzato, che indica un valore medio di Unipol pari a 2.326 milioni, contro i 1.853 di Fonsai e i 1.092 della Milano.

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