Uso dei contanti sotto sorveglianza

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4 febbraio 2013 di Stefano Melia


Nessun permissivismo in tema di transazioni in contanti è emerso dai recenti orientamenti del Mef che, al contrario, in tema di registrazioni ha manifestato una certa permissività (si pensi alla possibilità di esibire il registro antiriciclaggio cartaceo entro tre giorni dalla richiesta degli organi accertatori).

Alla luce delle posizioni espresse con la circolare della Guardia di finanza n. 83607 del 19/3/12, della prassi intervenuta sul tema e dei quesiti maggiormente ricorrenti nella convegnistica in materia antiriciclaggio, ecco alcuni chiarimenti sulle problematiche operative più frequenti, relative alle transazioni di contanti e pagamenti in assegni.

 

1) L’acquisto di un televisore del prezzo di euro 2.900 può essere effettuato con questo saldo? Contanti euro 950, Pos 800, Assegno bancario euro 1.150.

 

La risposta è positiva.

Unica condizione necessaria è che sull’assegno bancario sia inserita la clausola di intrasferibilità.

 

2) Appare lecito che durante l’anno in una società di persone i soci prelevino acconti di utili in rate mensili inferiori a mille euro dalle casse della società? In altri termini, è plausibile ai sensi dell’art. 49 del dlgs 231/07, prelevare in contanti 12 rate da 800 euro cadauna da parte di ciascuno dei due soci per complessivi euro 19.200?

La risposta è positiva. Nell’universo delle società di persone (qualora lo statuto lo consenta) sono ammessi acconti ai soci in conto utili, quindi, nel caso in cui i vari acconti non eguaglino o superino i mille euro tale possibilità distributiva è riconosciuta.

 

3) È ammissibile nell’ambito di una ditta individuale, che il titolare prelevi dalla cassa importi, in unica soluzione, in contanti, pari o superiori ai mille euro anche a intervalli inferiori ai sette giorni?

Il comportamento è ammissibile. Nella ditta individuale non essendoci trasferimento interpersonale di denaro il problema della movimentazione del contante ultrasoglia non esiste.

 

4) È lecito che il titolare di una impresa familiare paghi in contanti «la quota di utili» spettante al collaboratore, superando il limite dei mille euro?

No, in questo si configurerebbe una infrazione ai sensi dell’art. 49 del dlgs 231/07. Anche se, in ottica squisitamente giuridica, l’impresa familiare è assimilabile a una ditta individuale, qualora all’interno dei diversi operatori dell’impresa (titolare e collaboratori) si effettuino transazioni in contanti, queste devono rispettare le norme sulla tracciabilità.

 

5) Un hotel austriaco ha ricevuto il pagamento del soggiorno da parte di un cliente italiano pari a euro 1.700 (uscita di lavoro) tramite caparra di euro 500 versata con bonifico bancario «alla conferma» e versamento in contanti per euro 1.200. È sanzionabile?

Il comportamento tenuto non è sanzionabile. Le disposizioni di cui agli artt. 49 e segg. del dlgs 231/07 hanno validità entro il territorio nazionale e quindi nessuna sanzione può essere applicabile se la transazione avviene su territorio estero.

 

6) Gli armatori, attraverso agenti marittimi trasferiscono normalmente alle casse delle navi denaro contante per importi superiori ai mille euro. Si chiede se tale procedura appaia ammissibile senza violazione alcuna.

No. L’art. 49 sanziona il trasferimento di denaro contante effettuato nel territorio nazionale da qualsiasi persona fisica (e quindi, anche dal raccomandatario marittimo per conto dell’armatore) al comandante della nave battente bandiera nazionale o estera, per importi pari o eccedenti i mille euro. Pertanto, sia il raccomandatario marittimo che il comandante della nave sono soggetti all’irrogazione della sanzione amministrativa ex art. 58 del dlgs n. 231/07.

 

7) Nel caso di soggetti protestati, pignorati o falliti, di norma gli istituti di credito non acconsentono l’apertura di un conto corrente. Gli stessi sono dispensati dal rispetto delle norme in materia di tracciabilità?

La risposta è negativa. Non esiste alcun esimente per i soggetti sopra evidenziati in merito alle norme sulla tracciabilità che dovranno rispettare anche attraverso l’utilizzo di carte prepagate o assegni circolari.

 

8) La non possibilità di rateizzare (se superiore ai mille euro) la distribuzione degli utili dalla società ai soci, riguarda la distribuzione del dividendo per le sole srl oppure anche delle snc o sas?

Le indicazioni ministeriali in merito alla mancata possibilità di rateizzare i dividendi in contanti concernono le srl e non le società di persone.

 

9) Un centro elaborazione dati, delegato alla tenuta delle contabilità semplificate, deve verificare come avvengono i pagamenti del proprio cliente per comunicare le irregolarità sui contanti?

Assolutamente no. I tenutari delle contabilità semplificate non hanno alcun obbligo in relazione ad irregolarità su traslazioni in contanti eventualmente poste in essere dai loro clienti ma che non risultano dalla contabilità.

 

10) Per le imprese che incassano corrispettivi da privati (somme consistenti, superiori a 999 euro) che vengono versati sul c/c della ditta, ci sono problemi?

No, a condizione che i singoli incassi in contanti, da ciascun cliente restino inferiori ai mille euro.

 

11) Attraverso un assegno circolare trasferibile, è ammissibile acquistare merce presso un qualsiasi negozio?

Sì purché l’assegno sia emesso per ammontare inferiore ai mille euro.

 

12) Le comunicazioni al Mef, attraverso le Ragionerie territoriali dello stato, delle irregolarità sui contanti di cui all’art. 51, comma 1 del dlgs 231/07, vanno indirizzate solo alle Ragionerie territoriali o anche alla Guardia di finanza?

Il Mef (con circolare del 3 ottobre 2012) ha chiarito che le comunicazioni di irregolarità da parte dei destinatari degli obblighi antiriciclaggio dovranno essere inoltrate esclusivamente alla competenti ragionerie territoriali, le quali provvederanno a trasmettere le comunicazioni stesse alla Guardia di finanza.

 

13) È ammissibile il pagamento di un salario in contanti in quattro tranche di 300 euro cadauna?

No. Il contratto di lavoro fa riferimento normalmente all’importo mensile. Da ciò deriva che una ripartizione dei compensi in più rate non è prassi commerciale abituale e quindi deve considerarsi preclusa.

 

14) È ammissibile pagare uno stipendio di euro 1.500 attraverso un anticipo in contanti di 800 euro e un assegno bancario di 700?

Sì, in quanto una parte del compenso viene erogata con strumento tracciabile.

 

15) In caso di cene di gruppo, per esempio 30 commensali a 40 euro a testa, il conto totale (è 1.200 euro) supera la soglia dei mille euro complessivi. Se il ristoratore emette una sola fattura per l’intero importo della comitiva, potrebbe essere sanzionabile il pagamento in contanti qualora una sola persona si è preoccupata di raccogliere il totale e consegnarlo al ristoratore (anche se ciascun commensale ha corrisposto la sola propria quota di 40 euro)?

In questo caso il trasferimento tra colui che riceve le singole quote e il ristoratore che riceve il pagamento complessivo costituisce violazione dell’art. 49. Sarà quindi necessario che il ristoratore emetta 30 ricevute e riceva altrettanti pagamenti distinti.

 

16) Nei confronti di un cliente che è anche fornitore della società si ha un debito di 3 mila euro e un credito di 2.500 euro. È ammissibile compensare i relativi debiti/crediti regolando la differenza in contanti?

Sì, in quanto la compensazione non viene a determinare trasferimenti in contanti fra diversi soggetti.

 

17) Nel caso in cui la revisione contabile della società fosse svolta dal collegio sindacale, alla comunicazione di irregolarità alle Ragionerie territoriali dovrà provvedere il collegio sindacale attraverso il presidente o ciascun membro dello stesso? È a riguardo sanzionabile il sindaco di minoranza che metta a verbale la volontà di effettuare la comunicazione e di non averla effettuata per l’opposta volontà della maggioranza?

Le comunicazioni di irregolarità in contanti debbono essere eseguite dal collegio per tramite del presidente. Il sindaco che intenda esprimere il proprio dissenso, ha il diritto di farlo e di fare iscrivere a verbale lo stesso, indicandone i relativi motivi oltre ad avere facoltà di riferire agli organi aziendali la propria opinione difforme rispetto a quella della maggioranza dei componenti del collegio sindacale. In tal caso il sindaco in minoranza non è sanzionabile.

 

18) Una fattura di 3.200 euro (Iva compresa) può essere pagata in quattro rate in contanti di 800 euro cadauna con scadenza, 30, 60, 90, 120 giorni?

La risposta è positiva. Tale modalità di pagamento è ammissibile.

 

19) L’apposizione, in un assegno bancario di euro 800, di una barratura con l’indicazione di una banca è compatibile con la libera trasferibilità dello stesso?

La risposta è positiva. La barratura dianzi evidenziata (cd speciale), ai sensi degli art. 40 e 41 della legge assegni, significa semplicemente che l’assegno può esser pagato solo presso la banca indicata fra le due sbarre.

 

20) Da quando si applica la sanzione minima dei 3 mila euro sulle irregolarità attinenti contanti e assegni?

La sanzione minima di 3 mila euro è stata introdotta dal dl 31 maggio 2010 n. 78 convertito con modificazioni attraverso la legge n. 122/2010. Tale sanzione si applica, quindi, per le violazioni perpetrate a far data dal 16 giugno 2010.

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