Sozio, Assofinmed: “Nel settore della Mediazione Creditizia serve un associazionismo finalizzato al confronto”

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8 febbraio 2013 di redazioneassofinmed


Assofinmed, nata l’anno scorso, nelle intenzioni del Presidente Giovanni Sozio e del Vice Presidente Ettore Mandelli, promuove iniziative atte a informare confrontandosi e a costruire valorizzando idee e progetti, professionalità e competenze. E’ nell’orbita di tali intendimenti che in data 01 Febbraio 2013 si è tenuto presso la Sede Generale un tavolo tecnico cui hanno partecipato rappresentanze del settore della Mediazione Creditizia del Centro Sud Italia.

Obiettivo primario dell’incontro è stato quello di raccogliere la disponibilità delle rappresentanze a strutturare sul territorio delegazioni che promuovano nella propria area di azione l’attività associativa. I tavoli tecnici saranno itineranti: è già in programma il prossimo a Milano.

            Essi saranno ovviamente strutturati per raccogliere  sia le rappresentanze delle società di Mediazione Creditizia che quelle delle Agenzie in Attività Finanziaria: ognuno con le problematiche e la progettualità che è propria di ciascun settore.

Tra le varie voci è emerso quella che è certamente una piaga purulenta di questo periodo transitorio, durante il quale sul territorio regna l’abusivismo, trinceratosi dietro l’assoluta mancanza di provvedimenti sanzionatori da parte degli organi di vigilanza.

            Assofinmed si era già fatta portavoce verso alcune rappresentanze dell’OAM di questo grave status quo. L’Organismo è certamente l’Organo di vigilanza dell’intero territorio nazionale, è quindi abbastanza fondato che difficilmente potrà presenziare direttamente il territorio. Emerge pertanto in modo prepotente il ruolo decisivo che in tal senso possono e devono assolvere gli operatori del settore, in concerto con l’Organismo, denunciando abusi e illegalità, che come è ovvio, ledono la professionalità di chi invece svolge la propria attività in modo corretto e nel rispetto dei dettami regolamentati dal D.lgs 141/10. Solo così le istituzioni saranno in grado di trasmettere alla Procura della Repubblica le informazioni ottenute e intervenire non solo sull’operatore abusivo, ma anche su chi oggi questo abusivismo lo avvalla, ignorando o bypassando le disposizioni di Legge.

            Questa operatività borderline, attiva sia verso il Cliente che verso le Istituzioni Bancarie e/o Finanziarie, appare essere dominante nel settore retail piuttosto che in quello corporate. Tra l’altro le retrocessioni ovviamente, come già denunciato nel servizio di Striscia la Notizia, avvengono in nero: il problema pertanto non ha conseguenze solo di carattere sanzionatorio, ma anche penale.

            Con vivo rammarico, emerge come spesso è la disinformazione a consentire che taluni tarli continuino a trovare terreno, e talvolta anche fin troppo fertile. Va infatti ricordato ai consumatori che l’emergere di irregolarità  o di contestazioni in tal senso da parte del Cliente possono rendere nullo l’atto stesso. Ancora una volta, è in primis il consumatore la parte lesa. A ruota segue la reputazione dell’Istituto Bancario e/o Finanziario, insieme alla fiducia del Cliente verso gli operatori del settore, che come è ben noto negli ultimi anni si attesta a livelli molto bassi.

            Un punto da non trascurare, quindi, è certamente la formazione professionale degli operatori. Le circolari dell’OAM n.5 e n. 6 sono molto chiare in merito agli obblighi formativi cui essere ligi. Gli stessi membri del Comitato di gestione dell’Organismo hanno più volte ribadito l’intento di controlli severi in merito: troppo spesso si sta verificando che strutture vendano la formazione, senza averne i requisiti, che proprio le circolari di cui sopra hanno ben definito.

            Gianni Loy dichiara il termine professionalità è certamente una delle parole più vezzeggiate negli ultimi anni, da parte di quanti, a diverso titolo, si occupano di lavoro, economia, organizzazione aziendale e altre discipline. […]Professionalità è la “capacità di svolgere la propria attività con competenza ed efficienza”. Assofinmed non può che concordare con Loy: la professionalità nel settore creditizio e finanziario in generale è presupposto inderogabile, è il diritto alla propria elevazione professionale e il diritto alla tutela della professionalità già conseguita. Essa è anche e soprattutto un dovere verso il mercato in cui si interagisce. E’ lo svolgimento della propria attività che esige attitudini professionali: non può esserci lavoro senza professionalità. Di qui l’impegno da parte di Assofinmed a disporre di una offerta formativa che sia altamente professionalizzante e risponda in modo efficace alla richiesta non solo dell’adeguamento normativo, ma soprattutto alle esigenze odierne del mercato.

            Nasce da queste convinzioni la stretta collaborazione con l’Università Luiss Business School  e la società di Servizi CPS Consulting. I corsi offerti ai propri soci intendono fornire un supporto fondamentale a chi intenda operare nel settore finanziario, degli Agenti in Attività Finanziaria e dei Mediatori Creditizi, attraverso un articolato  percorso formativo concernente le principali materie rilevanti ai fini dell’esercizio della professione.

Il confronto che ha animato il tavolo tecnico si è soffermato, peraltro, anche su alcuni punti emersi durante vari convegni tenuti dal MEF. E in particolare in merito al contenuto dell’attività di mediazione, emerge la necessità di fare chiarezza per quanto concerne la raccolta delle firme del cliente sul contratto di finanziamento, ivi compresa la controfirma del mediatore per autenticazione.

Attualmente il mediatore non è autorizzato a raccogliere le firme da parte del Cliente, pur forti della formazione qualificante e dell’iter di professionalizzazione imposto.

La ratifica del contratto da parte del Mediatore Creditizio dovrebbe essere considerata alla stregua della mediazione in genere, ovvero garanzia di identificazione delle parti e responsabilità.

            E ancora,  il mediatore creditizio, alla luce del quadro normativo vigente e dell’esclusività dell’oggetto sociale, non ha ben chiaro se possa o meno svolgere attività di mera consulenza nei riguardi della clientela, pur non finalizzando tale opera di mediazione all’ottenimento di un finanziamento.

Nessuno si è espresso ancora.

Prerogativa della 141 era l’asetticità e l’indipendenza da parte degli operatori nella scelta degli Istituti eroganti. Ma la domanda più ovvia è: oggi cosa accade?

E’ indispensabile fare chiarezza. E’ indispensabile un associazionismo che sia finalizzato a informare, a interagire, a confrontarsi per portare il proprio contributo all’interno di un sistema che da tempo rivendicava regolamentazione e definizione, ma che oggi ancor di più chiede evidenza di quanto ancora resta incerto e indefinito. Assofinmed a tale scopo si fa promotrice sul territorio nazionale di una progettualità e rappresentatività in divenire, che intende radicarsi e, attraverso l’associazione all’OAM, essere protagonista di una metamorfosi che deve garantire trasparenza, responsabilità, professionalità e qualità del servizio al consumatore: è quest’ultimo l’indiscusso patrimonio del mercato e dei suoi operatori.

Il Presidente

Giovanni Sozio

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