Sulla Vigilanza la nuova Ivass è partita col piede giusto

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23 febbraio 2013 di Stefano Melia


L’Ivass, la nuova authority di vigilanza sulle assicurazioni, sta progressivamente dando forma alla sua struttura organizzativa ed operativa. Il modello di riferimento in termini di procedure di vigilanza è quello di Bankitalia per il mondo del credito. Intanto, la nuova authority ha recentemente diffuso la prima comunicazione al mercato su una delle aree dove la vecchia Isvap, il precedente organismo di vigilanza, aveva mostrato le maggiori debolezze. Sono state emanate le nuove linee guida per il processo ispettivo di vigilanza, ove è possibile scorgere i medesimi principi di focalizzazione su rischi, proporzionalità e oggettività degli interventi, efficienza ed efficacia dell’azione, che ispirano la vigilanza nel mondo del credito. Sono pertanto definiti criteri di orientamento per lo svolgimento delle ispezioni e i diversi momenti che li contraddistinguono, dove è possibile distinguere principi di conduzione e profili amministrativi del processo ispettivo. Le linee guida dunque disciplinano principalmente: 1) la possibilità di dar corso a diversi tipi di accertamento (ad ampio spettro, mirati e di follow-up); 2) la definizione di procedure per la pianificazione delle ispezioni, per l’individuazione del mandato e del gruppo ispettivo; 3) l’attribuzione al capo del gruppo ispettivo della responsabilità nella conduzione delle ispezioni e di firma del rapporto; 4) la redazione del rapporto ispettivo – con indicazione di risultanze e criticità emerse a seguito dell’accertamento – e la formale consegna dello stesso dall’ispettore responsabile del processo al rappresentante legale dell’impresa, di norma nel corso di apposita riunione alla presenza del consiglio di amministrazione, dell’organo di controllo e del direttore generale. Il tutto – precisa il provvedimento Ivass – «nel rispetto dei principi volti a garantire separatezza tra funzioni istruttorie e decisorie e l’effettivo contraddittorio». C’è da dire, effettivamente, che la precedente azione di vigilanza sulle assicurazioni era fortemente condizionata dalle scarse unità d’ispettori, uno spiegamento di forza probabilmente insufficiente a garantire l’effettivo presidio di tale porzione del mercato. Sotto questo profilo certamente il supporto proveniente dalle fila di Banca d’Italia non potrà che contribuire a un’azione ispettiva efficace. Questo soprattutto se si considera il ruolo centrale che l’attività ispettiva ricopre nel contribuire al perseguimento degli obiettivi assegnati dall’ordinamento all’Ivass (così come alla Banca d’Italia per il mondo del credito), vale a dire la sana e prudente gestione delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, nonché la trasparenza e correttezza dei comportamenti nel mercato. Certo, si tratta solo del primo intervento di un processo determinato e votato a rivedere l’intera regolamentazione, per l’individuazione delle migliori metodologie di esame dei rischi e per la definizione delle migliori procedure operative, a supporto di un’efficiente attività di vigilanza.

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