Bilancio Confidi Friuli, deliberati importi per 92 milioni

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4 aprile 2013 di Stefano Melia


Confidi Friuli risponde alla crisi con i numeri. Il consiglio di amministrazione della cooperativa approva un bilancio 2012 in sostanziale pareggio, con circa 92 milioni di importi deliberati (erano 80 nel 2011), 42,6 milioni di garantito, 5.086 soci (+39% rispetto alle adesioni dell’anno precedente al netto delle esclusioni), affidamenti in essere pari a 196 milioni, con un rischio di 86 milioni, e accantonamenti per 2,5 milioni. Cifre che, secondo il presidente Michele Bortolussi, «sono il frutto di una politica prudente e oculata». Il pareggio di bilancio si deve anche a due operazioni straordinarie, effetto di una legge del governo Monti, per cui Confidi Friuli ha potuto spostare a fondo rischi una parte di precedenti finanziamenti regionali – un milione di euro per il settore del mobile e un prestito partecipativo a favore del commercio – dopo che la Regione ha dato il suo assenso all’operazione. «Giusto rendere merito all’amministrazione per questo via libera che ci dà ossigeno», rileva Bortolussi. I vertici di Confidi Friuli, con il presidente anche il consigliere delegato Giovanni Da Pozzo e i vicepresidenti Enzo Pertoldi e Pietro Cosatti, sottolineano l’incremento dei volumi, a fronte di una riduzione degli impieghi da parte del settore bancario: «E’ un segnale in controtendenza che fa dei Confidi una sorta di ammortizzatore sociale in questa fase di estrema difficoltà per le piccole imprese». Di rilievo anche l’aumento dei soci: «Le aziende percepiscono che iscriversi a Confidi dà indubbi vantaggi». Sono migliorati, inoltre, i dati della gestione caratteristica. «Il nostro Confidi, da due anni intermediario finanziario ex articolo 107 del Testo Unico Bancario – fa notare Bortolussi –, pur dovendo rispettare le rigide regole dettate da Banca d’Italia che hanno comportato notevoli aumenti dei costi sia di impianto iniziale che di mantenimento, riesce comunque a chiudere in miglioramento pure la gestione caratteristica». I rapporti con la Regione? «Rivolgiamo un accurato appello affinché nell’immediato futuro continui a sostenere in maniera importante i Confidi regionali con un focus di particolare attenzione ai 107».

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