Stretta sui 500 euro: più limiti per il contante

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14 aprile 2013 di Stefano Melia


L’utilizzo del contante è di per sé un fattore di rischio che diventa sintomo di irregolarità o addirittura strumento per la realizzazione di comportamenti penalmente sanzionabili. Proprio per questo il legislatore ha negli ultimi anni fissato (a dire il vero in modo altalenante) una serie di soglie che ne limitino l’utilizzo e addirittura ne vietano lo scambio quando lo stesso si realizza tra privati. Ora, però, un po’ a sorpresa Banca d’Italia regolamentando i comportamenti che gli intermediari finanziari devono tenere, ai fini della lotta al riciclaggio e al terrorismo ai sensi dell’articolo 7 comma 2 del Dlgs 231/2007 (si veda il Sole 24 Ore di ieri), per effettuare l’adeguata verifica dei clienti, se ne inventa un altro connesso con l’utilizzo di banconote di grosso taglio. In particolare, tale soglia che è di 2.500 euro, si applica per le operazioni che hanno ad oggetto banconote di taglio da 200 o 500 euro.

La nuova soglia, oltre a non sembrare facilmente giustificabile potrebbe ingenerare negli operatori finanziari e in particolare a chi opera a diretto contatto con i clienti dei dubbi applicativi che potrebbero bloccare la realizzazione di singole transazioni. Dal 2008 ad oggi il limite per le operazioni in valuta è stato modificato ben 6 volte oscillando dagli 12.500 euro dell’aprile del 2008 ai 1.000 euro attualmente in vigore; a tali provvedimenti devono aggiungersi quelli relativi agli assegni, ai libretti al portatore e alle movimentazioni di valuta contante in ingresso ed in uscita dal territorio nazionale.

Il provvedimento della Banca d’Italia, che vede quali destinatari gli intermediari finanziari e gli altri soggetti che svolgono tale attività (banche, Poste, istituti di pagamento), evidenzia quale possibile elemento di criticità ai fini antiriciclaggio l’effettuazione di operazioni in contanti ed in particolare quelle che prevedono «l’utilizzo di banconote di taglio elevato (200 e 500 euro)» a prescindere, si ritiene, dalla soglia. Lo svolgimento di transazioni con banconote di grosso taglio è, quindi, individuata quale elemento di attenzione in sé in quanto rappresentativa di un maggiore rischio di riciclaggio e/o finanziamento al terrorismo poiché «agevola il trasferimento di importi elevati di contante rispetto alle banconote di taglio minore, favorendo le transazioni finanziarie non tracciabili».

Posto tale quadro nel quale l’utilizzo delle banconote di 200 e 500 euro è inserito quale elemento di rischio ai fini antiriciclaggio, Banca d’Italia richiede ai destinatari del Provvedimento – «in presenza di operazioni di deposito, di prelievo, di pagamento o di qualsiasi altra operazione con utilizzo di banconote di grosso taglio (500 euro e 200 euro) per importi unitari superiori a 2.500 euro – indipendentemente dalla circostanza che l’operazione preveda, oltre tale importo, l’utilizzo di altri tagli» – lo svolgimento di «specifici approfondimenti (…) al fine di verificare che le ragioni alla base di tale operatività, alla luce delle considerazioni sopra indicate, consentano di escludere la connessione delle stesse con fenomeni di riciclaggio». In assenza di «ragionevoli motivazioni» i destinatari del Provvedimento non solo sono obbligati ad astenersi dall’effettuazione dell’operazione e, in caso sia in essere un rapporto continuativo dovranno valutarne la continuazione, ma dovranno anche valutare se procedere ad effettuare una segnalazione di operazione sospetta.

Va evidenziato, dunque, come Banca d’Italia ponga l’attenzione sulle operazioni di importi comunque superiori alla soglia antiriciclaggio di cui all’articolo 49 (attualmente fissata in 1.000 euro); infatti si individua il limite di 2.500,00 euro oltre il quale scatta l’obbligo dell’indagine da parte degli intermediari finanziari e degli altri soggetti che svolgono attività finanziaria. Nel provvedimento si sottolinea comunque che l’utilizzo delle banconote di 200 e 500 euro rappresenta da ora, in sé, un indice di rischio anche se l’adeguata verifica debba scattare esclusivamente al raggiungimento della soglia di 2.500,00 euro.

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