Fidindustria Emilia Romagna racconta la sua ispezione e fa appello ai soci

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15 aprile 2013 di Stefano Melia


Il 10 aprile, Fidindustria Emilia Romagna ha pubblicato sul proprio sito questo comunicato a firma del Presidente, Alessandro Volta. Il comunicato prende atto del blocco di nuove operazioni disposto dalla Banca d’Italia per carenza di patrimonio e dà notizia di un piano per porvi rimedio, presentato l’8 aprile alla Banca d’Italia. Non si scende nel dettaglio, ma si afferma con chiarezza che ci sarà bisogno di un coinvolgimento diretto dei Soci per la ripatrimonializzazione.


Cito il comunicato nella sua integralità:

Care imprese socie, è datata 7 febbraio la presentazione da parte di Banca d’Italia dei risultati dell’ispezione condotta presso i nostri uffici dal 30 luglio al 09 novembre 2012: si è trattato di oltre tre mesi di analisi puntuali ed approfondite sullo stato dell’arte di Fidindustria ER, dalla cultura organizzativa alle procedure operative, fino alla valutazione del credito e all’adeguatezza patrimoniale.
Un importante rilievo emerso riguarda i requisiti patrimoniali, più stringenti ed essenziali proprio in quanto confidi vigilato. Tale rilievo ci impone il divieto di emissione di nuovi impegni in garanzia; tutti gli impegni in essere sono, invece, da intendersi validi e non soggetti ad alcun impedimento. Nei 60 giorni successivi è stato predisposto un adeguato Piano di patrimonializzazione e potenziamento della struttura operativa: in data 8 aprile è stato inviato all’attenzione di Banca d’Italia.
L’osservazione posta dalla banca centrale evidenzia una questione già nota e sulla quale stiamo da tempo lavorando, certamente non aiutati dai tassi di insolvenza sulle posizioni garantite nel corso degli anni, in continuo incremento: stiamo lavorando sodo per costruire i presupposti di una rapida soluzione, supportati in ciò da tutti gli attori coinvolti direttamente e indirettamente nella nostra attività. La ricapitalizzazione di una struttura mutualistica come Fidindustria è una questione che coinvolge tutti, dal pubblico fino ad arrivare alla nostra base sociale che è chiamata ad investire sul nostro rafforzamento patrimoniale.
L’obiettivo che ci poniamo è solo uno: riattivare al più presto il supporto al nostro territorio. Vogliamo continuare a sostenere le imprese nell’accesso al credito: è un supporto mutualistico di vitale importanza per la sopravvivenza delle PMI dell’Emilia Romagna.
Se non ci fosse questa necessità, se la crisi non erodesse la reale possibilità del nostro tessuto imprenditoriale di sopravvivere e di guardare al futuro, allora non ci sarebbe bisogno di mettere a disposizione un patrimonio per garantire la crescita e probabilmente non ci sarebbe bisogno di un confidi che svolga questo lavoro.Ma purtroppo non è così. C’è bisogno di Fidindustria, e c’è bisogno che sia più forte e solido per affiancare le imprese in questo preciso momento storico e per fare questo ci sarà bisogno di un coinvolgimento diretto dei Soci per la ripatrimonializzazione.

Alessandro Volta
Presidente Fidindustria Emilia Romagna

Per il momento c’è poco da commentare. Conforta che il confidi industriale di questa regione importante stia lavorando sodo per uscire dalle secche. Aspettiamo i dettagli del Piano di rafforzamento e la sua declinazione nei confronti dei soci. I precedenti appelli a mettere mano al portafoglio (penso a  Unionfidi Piemonte eConfidi Mutualcredito di Pescara) non hanno avuto una risposta entusiasmante, ma forse la crisi ha rafforzato il senso di solidarietà. O forse scatteranno dispositivi statutari che impegnano i soci a sovvenire ai bisogni del loro confidi, come nei casi citati.

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