Un buon inizio d’anno per la cessione del V, ma aumenta la preoccupazione degli assicuratori

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18 aprile 2013 di Stefano Melia


Un 2013 partito bene in termini di erogato per la maggior parte delle banche e le società finanziarie che lavorano nella Cessione del V. Tantissimi gli incrementi dell’erogato retail a doppia cifra anche del 50-60% dovuti al boom soprattutto nel segmento dei pubblici e dei pensionati.

Si parla di una crescita sul 1 trimestre 2012 compresa fra il 15-20%.

Nonostante questi risultati gli operatori si sentono “affaticati” e molto consapevoli di lavorare in un mercato complesso. I volumi non sono tutto.

Ad essere preoccupati sono anche gli assicuratori nonostante abbiano visto esplodere i loro premi raccolti nei primi mesi dell’anno grazie anche all’ingresso di nuove compagnie.

Diverse compagnie di assicurazioni che lavorano nel mercato della cessione del V stanno esprimendo preoccupazione su alcune difficoltà ad assicurare sia il segmento pensionati che i dipendenti.

Giuseppe Caruso, amministratore delegato di NetInsurance, sottolinea che oggi per un assicuratore lavorare nella cessione del V significa disporre di strutture particolarmente attente ed organizzate e si ha pertanto la necessità di avere strumenti a disposizione maggiormente efficaci rispetto al passato, in modo da poter offrire un servizio migliore ai propri partners finanziari.

Nel segmento dei pensionati Caruso vede due criticità: da un lato l’aumento della frequenza sinistri, Il fatto che oggi non ci siano barriere all’entrata nei criteri assuntivi favorisce fenomeni di moral hazard. La proposta di NetInsurance per prevenire queste situazioni è quella di prevedere il rapporto di visita medica su tutte le richieste di finanziamento. Secondo Caruso, questo accorgimento potrebbe aiutare le compagnie a selezionare meglio gli assicurati. Altra criticità che vede Caruso è nella loss ratio, ovvero nel rapporto sinistri su premi incassati. In questo caso si dovrebbe tendere ad una tariffazione puntuale del rischio così da applicare un prezzo che risulti coerente con il rischio demografico che si intende assumere.

Sul fronte dei dipendenti la posizione di NetInsurance è anche molto chiara. Secondo Caruso, il peggioramento dell’economia imporrà un adeguamento tariffario; ma un buon rimedio per poter meglio tariffare i rischi di disoccupazione potrebbe ricercarsi nella possibilità, già attualmente prevista per gli intermediari finanziari, di poter accedere alle due banche dati più importanti, ovvero la Centrale Rischi e il Credit Bureau. In questo modo, avendo più informazioni a disposizione le Compagnie potrebbero applicare tariffe scontate favorendo quindi i clienti con un buon merito creditizio, senza fare di una erba un fascio.

Caruso è comunque positivo sulle prospettive del settore e del fatto che le compagnie possano sempre meglio organizzarsi a beneficio degli operatori creditizi e del consumatore finale.

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