Sfida sul “governo” di Intesa manager affiancherà Cucchiani

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29 aprile 2013 di Stefano Melia


Battute finali nel vertice di Intesa Sanpaolo per concludere il rinnovo della
governance.
La tensione resta alta, perché la formazione del Consiglio di gestione è anche un test sulla tenuta dei rapporti tra l’ad Enrico Cucchiani — in sella da un anno — il top management e i soci forti. Oggi si riunisce il Consiglio di sorveglianza — nominato 7 giorni fa dall’assemblea e presieduto da Giovanni Bazoli — per formare i comitati, tra cui il Comitato nomine chiamato a scegliere i 9 membri del Consiglio basso, di gestione. Complici le festività, il varo della gestione potrebbe slittare alla settimana prossima. L’ultimo nodo da sciogliere riguarderebbe la presenza dei manager “di business”, cui dovrebbe spettare una sola poltrona, ambita da Gaetano Miccichè (capo della Divisione imprese) e Giuseppe Castagna (Banca dei territori).
Sono i due dirigenti che reggono le redini del gruppo: al primo riportano finanza e rapporti con le grandi imprese; al secondo i legami con il territorio, strategici data la vastità della rete con 5.500 filiali. Probabilmente Cucchiani avrebbe preferito che restassero fuori entrambi, ma l’istituto ha dovuto adeguarsi alle richieste di Banca d’Italia.
Il riassetto del Consiglio di gestione è reso necessario dai rilievi di via Nazionale, che aveva contestato all’istituto l’anomalia di un Cdg privo di manager, tranne Corrado Passera. L’ex ad aveva infatti preteso e ottenuto un organo di gestione autocratico, centrato su di sé. Ai rilievi della Vigilanza, la banca aveva risposto costituendo nel Cdg le commissioni interne con finalità esecutive. Ma nel tempo il rimedio s’è rivelato macchinoso. La scadenza del mandato triennale ricomporrà un Cdg con effettiva presenza di manager. Bankitalia avrebbe raccomandato un organo snello, in cui vi sia bilanciamento
tra i dirigenti operativi e quelli deputati ai controlli. Dovrebbe formarsi un Cdg a 9, con 4 manager. Dati per sicuri l’ad Cucchiani e due “controller” interni che dovrebbero essere Carlo Messina (direttore generale e Cfo), e Bruno Picca, responsabile Rischi e tra i pochi torinesi al vertice. Il quarto manager dovrebbe uscire tra i due dg Gaetano Miccichè — responsabile di Banca Imi e del corporate — e Giuseppe Castagna, capo della banca commerciale. Favorito Miccichè, che fa valere curriculum, network e anzianità aziendale. E’ noto però che i rapporti del banchiere palermitano (braccio destro di Passera per un decennio) e l’ad ex Allianz sono difficili; e nell’ostico 2012 la comunicazione tra Cucchiani e i direttori generali si è rivelata complessa. Al confronto tra dirigenti potrebbe dare una mano il
“Management Committee” interno, formato da una quindicina di top manager e riunito per la prima volta due settimane fa.
La nomina degli altri 5 membri nella gestione Intesa Sanpaolo appare più semplice. Scontata la conferma dei due vicepresidenti Marcello Sala e Giovanni Costa, espressi dalle fondazioni azioniste Cariplo e Cariparo. Restano due posti, appannaggio delle fondazioni Carifirenze e Carisbo e che per legge devono essere in “quota rosa”. Bologna dovrebbe puntare su Piera Filippi, fiscalista. I fiorentini invece su Carla Ferrari, ad di Equiter (controllata della banca nelle infrastrutture).

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