Banca d’Italia: il nuovo Rapporto sulla stabilità finanziaria

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30 aprile 2013 di Stefano Melia


Segnalo la pubblicazione del Rapporto sulla stabilità finanziaria n.5 della Banca d’Italia. Dalla sintesi cito i passaggi sul credito alle imprese:

Peggiorano le condizioni delle imprese – La condizione delle imprese risente della fase ciclica negativa. Pesa l’accumulo di crediti commerciali nei confronti delle Amministrazioni pubbliche, oltre che la difficoltà di reperire finanziamenti. Benefici potranno derivare da una rapida attuazione del recente provvedimento sul pagamento di una prima parte dei debiti commerciali del settore pubblico.
L’offerta di credito è frenata dalla rischiosità dei debitori – Prosegue la contrazione del credito al settore privato. Vi contribuiscono sia il calo della domanda di prestiti sia l’intonazione restrittiva dell’offerta di finanziamenti da parte delle banche, a sua volta connessa soprattutto con la crescente rischiosità dei prenditori e con la persistente frammentazione dei mercati della raccolta all’ingrosso. Per le piccole imprese le tensioni finanziarie sono accentuate dalla difficoltà di accedere a fonti di finanziamento esterne alternative al credito bancario.
Il flusso di nuove sofferenze sui crediti è aumentato per le imprese, soprattutto nel settore delle costruzioni; per le famiglie esso è contenuto.
Le rettifiche su crediti deteriorati sono in aumento, anche per l’azione della Vigilanza – La Banca d’Italia ha intensificato l’azione di vigilanza, con ispezioni mirate a valutare l’adeguatezza delle politiche attuate dalle banche per fronteggiare il deterioramento dei prestiti. Il rafforzamento della qualità degli attivi bancari e l’aumento del tasso di copertura, espresso dal rapporto tra le rettifiche di valore e le partite deteriorate, sono necessari per preservare la fiducia degli investitori e continuare a garantire un adeguato flusso di credito a imprese e famiglie.
Il confronto internazionale tra i crediti deteriorati risente dei diversi criteri di classificazione – Se calcolati con criteri analoghi a quelli utilizzati da primari intermediari internazionali, i prestiti deteriorati delle banche italiane in rapporto ai finanziamenti complessivi risulterebbero inferiori a quelli desumibili dai dati di bilancio. Il tasso di copertura dei crediti deteriorati sarebbe inoltre più elevato di quello che si riscontra nella media di un campione di grandi banche europee, e crescente nel tempo.
Inoltre, nel confronto internazionale le banche italiane sono sfavorite dalla lentezza delle procedure di recupero dei crediti causata dai malfunzionamenti della giustizia civile, che allunga i tempi di permanenza negli attivi bancari dei prestiti in sofferenza e gonfia, a parità di altre condizioni, il peso delle sofferenze sui prestiti complessivi.

Soffriamo, secondo la Banca d’Italia, ma stiamo meno peggio dei sistemi bancari di quanto sembri e soprattutto di altri paesi europei. Potremmo star meglio, se curiamo i nostri mali legati alla finanza pubblica (ritardi di pagamento PA) e alla soluzione delle insolvenze aziendali.

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