Sul leasing la mannaia della crisi

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30 aprile 2013 di Stefano Melia


La fotografia è quella di un crollo. Stretto fra un’economia anemica e una liquidità disponibile ridotta ai minimi termini, il mercato del leasing paga questa interminabile recessione e segna nel 2012 una flessione del 15,9% nel numero dei contratti e del 34,6% nel valore dello stipulato, sceso poco sotto i 16,7 miliardi di euro. 

Il Rapporto sul Leasing presentato in occasione dell’assemblea generale Assilea – l’associazione italiana leasing – appare come un referto pieno di ferite. Il dato generale sul ricorso a questa modalità di finanziamento lascia ben pochi dubbi sulla retromarcia del mercato del leasing nell’ultimo anno. Certo, lo strumento continua a rappresentare una fonte primaria per gli investimenti produttivi: con lo stipulato 2012 è stata finanziata una quota superiore al 10% degli investimenti dell’anno.
È fuori di dubbio però che la parte vuota del bicchiere è preponderante. Ed è con questa che dovrà fare i conti l’associazione che raggruppa le società italiane di leasing la quale ha rinnovato il proprio consiglio che a sua volta ha nominato Edoardo Bacis – direttore generale di Leasint e di Centro Leasing, gruppo Intesa Sanpaolo – nuovo presidente per il triennio 2013-2016. «Bisogna fare attenzione – commenta il neopresidente – a non incorrere nell’errore di considerare queste flessioni come il segnale della crisi del leasing come strumento di finanziamento che, anzi, per modalità e semplicità resta fra i preferiti da parte delle imprese che hanno necessità di investire. La crisi è economica e negli investimenti tout court. Da qui le flessioni anche per il leasing». Che, ci tiene a precisare Bacis, «ha mostrato più sofferenze in alcuni settori, ma meno in altri rispetto a differenti modalità di finanziamento».
Di certo, nel 2012 la frenata c’è stata in tutti i maggiori comparti del settore. In questo senso, meno peggio è andata al leasing “strumentale” (-7,1% su base annua nel numero dei contratti e -21,4% nel valore dello stipulato) che con 5,7 miliardi si è confermato il principale target di chi si rivolge a questa forma di finanziamento. Al secondo posto per entità di finanziamenti si è attestato il leasing auto (4,9 miliardi) che per la prima volta, dopo molti anni, ha superato per importanza il comparto del leasing immobiliare. Quest’ultimo ha conosciuto il quinto anno consecutivo di flessione e ha ridimensionato notevolmente il proprio peso nel settore, con uno stipulato di 3,6 miliardi. In forte calo anche il leasing di impianti e centrali di generazione di elettricità da fonti rinnovabili (-25,5% nel numero dei contratti e -46,4% nello stipulato) che comunque, precisa Assilea con una nota, «pur in concomitanza con la fine degli incentivi al fotovoltaico, con oltre 2,2 miliardi di stipulato ha rappresentato il 13% dell’operatività leasing 2012». Ormai marginale, invece, il peso del comparto aeronavale e ferroviario che, pur vedendo una crescita nel sottocomparto del navale commerciale, ha visto comprimersi ulteriormente il proprio peso sullo stipulato complessivo (-50,8% nel valore dello stipulato e addirittura -67,6% fra 2012 e 2011 nel numero dei contratti siglati) per un importo totale che si è attestato al di sotto dei 400 milioni di euro.
Se il 2012 è stato avaro di soddisfazioni, per il 2013 gli stessi operatori del settore hanno però iniziato a intravvedere qualche barlume di miglioramento. Assilea indica «migliori aspettative sul comparto auto e, dopo anni di flessione, si potrebbe assistere a una debole ripresa anche del leasing immobiliare». Mentre ci si attende un ulteriore ridimensionamento nel comparto energy, una lieve crescita si prevede invece nel comparto strumentale. In particolare, alcuni operatori prevedono di operare di più o di iniziare a operare nel settore del leasing strumentale senza opzione d’acquisto, mentre nettamente più incerte sono le aspettative sulla dinamica del renting auto a medio-lungo termine.
Centrale, infine, continua ad essere per il settore il ruolo della clientela Pmi, nei confronti della quale è diretto oltre il 75% dei crediti leasing in portafoglio.

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